Roma, 1 aprile 2011 – ”Se gli italiani sono bocciati per scarsa preparazione sulla dieta mediterranea, ci possiamo consolare con il fatto che all’estero volano i prodotti della dieta divenuta patrimonio dell’Unesco e che vale complessivamente 200 miliardi la spesa di italiani e stranieri per acquistare pasta, olio, vino, conserve di pomodoro e frutta e verdura italiana in un anno nel mondo”.
E’ quanto rileva la Coldiretti in riferimento alla ricerca del Dipartimento di medicina interna, invecchiamento e malattie nefrologiche dell’Universita di Bologna presentato a Genova al Congresso nazionale della Societa italiana per la prevenzione cardiovascolare (Siprec).
”Tutti i prodotti cardine della dieta mediterranea vedono – evidenzia l’organizzazione agricola – l’Italia ai vertici mondiali nella produzione. Il Belpaese e’, infatti, il primo produttore mondiale di pasta e vino, mentre nell’olio occupa la piazza d’onore, pur essendo il primo esportatore. Ma l’Italia e’ anche il primo produttore europeo di frutta e ortaggi, oltre che il primo a livello mondiale di kiwi, uva, carciofi, il secondo per pesche e nettarine, carrube, nocciole, il terzo con cavolfiori e broccoli, pere, il quarto su lattuga e cicoria, mandorle, ciliegie, castagne. Primato nelle esportazioni anche per le conserve di pomodoro, di cui lo Stivale e’ anche il terzo produttore a livello mondiale.

Il boom della dieta mediterranea all’estero e’ confermata dalle ottime performance del Made in Italy con le esportazioni che fanno registrare un aumento del 13 per cento nel 2010 rispetto all’anno precedente”.

”Molto positive le performance dell’ortofrutta fresca (+21 per cento in valore all’export), dell’olio d’oliva (+14 per cento) e del vino (+12 per cento), mentre la pasta (voce assai importante del made in Italy sulle tavole straniere con 1,8 miliardi di euro) fa segnare una sostanziale stabilità a dimostrazione della tenuta complessiva del made in Italy a tavola nonostante la crisi globale. Ma il successo all’estero dei prodotti della dieta mediterranea – conclude Coldiretti – rappresenta anche un volano di sviluppo per il turismo enogastronomico che vale cinque miliardi e si conferma il vero motore della vacanza Made in Italy, unico segmento in costante e continua crescita nel panorama dell’offerta turistica nazionale”.

Fonte ASCA