La dieta mediterranea oggi è universalmente accettata come il tipo di alimentazione che più di ogni altra è in grado di contrastare l’avanzata delle cosiddette patologie del benessere, ma quali sono le origini di questo stile alimentare?
La dieta mediterranea
affonda le sue origini nella storia del nostro Paese, pervenutaci dalla Mezzaluna Fertile (Levante, Egitto e Mesopotamia), dove ottomila anni fa circa nacque l’agricoltura. Lì, grazie alla presenza di grandi fiumi (il Tigri, l’Eufrate ed il Nilo), il terreno si presentava particolarmente fertile. Questa contingenza mutò il corso della storia fermando l’uomo in un posto e togliendolo dalla sua condizione di nomade.

Su generose zattere le prime sementi ed i primi riproduttori  animali sbarcarono nelle regioni italiane del profondo sud. Così approdarono legumi e cereali, ovini, caprini e bovini (il suino era già presente nel meridione d’Italia). L’uomo del tempo si trasformo così da predatore in produttore perchè, vivendo in quei luoghi stabilmente, ebbe l’opportunità di dedicarsi alla coltivazione, al contrario delle popolazioni barbariche che, a nord di Roma, si spostavano continuamente e per nutrirsi portavano al loro seguito greggi di animali. E’ tutta qui la sostanziale differenza fra Dieta Mediterranea e Dieta Continentale: la prima basata sul consumo di pane, cereali, verdure, frutta, olio d’olivo e vino, la seconda sul consumo di carne, burro, strutto e birra.

Gli alimenti e le abitudini contadine sono rimasti immutate nei secoli. E anche se nel suo ciclo di vita la Dieta Mediterranea andò arricchendosi di molti altri prodotti agro-alimentari di volta in volta selezionati naturalmente fra quelli portati dai dominatori di turno, le originarie colture di millenni fa ancora vengono custodite nella miracolosa terra del Sud Italia.

La semplicità e la povertà hanno determinato significativamente il nascere e lo svilupparsi di uno stile di vita austero, regolato dalle leggi della natura, in cui il lavoro era esclusivamente di tipo fisico. La semplicità era alla base della piccola quanto amena socialità familiare; la miseria, d’altro canto, sollecitò le popolazioni  ad integrare con prodotti della terra e verdure di raccolta la scarna dieta a sua disposizione, determinando una saggia distribuzione dei suoi componenti.