La Dieta Mediterranea è una scelta di vita, di salute, uno stile, cioè, alla portata di tutti, ma non per tutti.

Gran parte della gente associa Dieta a cura dimagrante, ma non è il caso della creatura di Ancel Keys. Seguire la Dieta Mediterranea significa, soprattutto, vivere rispettando se stessi e i nostri avi che concorsero, in millenni di storia, ad elaborare il modus vivendi migliore per preservarci dai rischi che provengono dalla cattiva alimentazione, dalla sedentarietà e dallo stress imperante ai giorni nostri.

“La” Dieta Mediterranea è un crogiuolo di buone prassi tese a rendere la vita più bella. Non è soltanto il propagandato modello nutrizionale, ma anche la bandiera del sorriso e del movimento. Quest’ultimo è una parte importante del semplice schema comportamentale entro il quale l’uomo ha vissuto per millenni; è il ricordo del lavoro dell’uomo “naturale”, immerso per gran parte della sua storia nella natura e preoccupato di trarre il proprio nutrimento da quest’ultima. Non un lavoro massacrante, al contrario di quanto i più pensano riferendosi alla faticosa opera dello zappare zolle arse e rese dure dal sole e dalla siccità. E’ bene qui precisare che il contadino lavorava quando il tempo glielo permetteva, non era, in altri termini, un mostruoso ed irrefrenabile Highlander. Egli godeva delle pause che la Natura, quando l’uomo ne era ancora amico, generosamente gli concedeva nelle giornate piovose, di vento grasso o quando la neve copriva ogni cosa. Contestualizzare la Dieta Mediterranea significa cercare una percorribile alternativa anche all’ormai desueto lavoro dei campi. E’ sufficiente che si cammini una mezz’ora al giorno con passo veloce, preferibilmente attorniati da verde: trenta minuti ogni dì per rispettare se stessi, riconciliarsi con la natura e depurarsi dallo stress mentale al quale un modello di vita disumano pare voglia condannarci tutti.