I Greci e i Romani usavano l’olio di oliva come alimento, sapone, lozione, combustibile per lampade e forni, come base per profumi e per curare problemi cardiaci, dolori di stomaco, perdita di capelli ed eccessiva sudorazione. Lo consideravano anche un prodotto sacro; statue di culto, quale l’effige di Zeus in Olimpia, erano regolarmente strofinate con olio. Le persone che facevano il bagno o si esercitavano nelle palestre greche, ungevano i loro corpi usando oli profumati con fiori e radici schiacciati. Alcuni studiosi collegano la funzione dell’olio di oliva di grande importanza negli sport greci, che venivano svolti a corpo nudo con l’avvento nel VI secolo avanti Cristo dell’arte statuaria bronzea. “Un atleta abbronzato luccicante al sole estivo, unto con olio, potrebbe veramente somigliare alla statua di un dio”, ha detto Nigel Kennel, un esperto di storia antica alla Scuola Americana di Studi Classici in Atene. La credenza nelle sacre proprietà salutari dell’olio di oliva continuò nell’Ebraismo, nel Cristianesimo e nell’Islam. “Cristo” deriva dal greco christos, che significa “l’unto” – unto con olio di oliva.

Nel I secolo dopo Cristo, le olive erano un prodotto di spicco nell’Impero Romano; in alcune regioni, il consumo pro capite di olio di oliva era di 50 litri l’anno. “Le persone erano disposte a spendere per l’olio di oliva la medesima somma di denaro equivalente a quanto si spende oggi per i prodotti petroliferi”, ha detto Kennel.

“E i governi fecero ogni sforzo per assicurane un approvvigionamento costante”. La famiglia di Settimio Severo, che fu imperatore dal 193 al 211 si arricchì con l’olio di Leptis Magna, una città della Tripolitania in nord Africa (attuale Libia).

“Ho sempre pensato a lui come ad uno sceicco del petrolio”, mi ha detto David Mattingly, professore di archeologia romana all’Università di Leicester che studia la coltivazione romana degli olivi. Severo introdusse la prima regolare libera distribuzione di olio di oliva in Roma – che potrebbe essere chiamato l’approccio a pane – giochi circensi – olio di oliva per ottenere il consenso delle masse. Gli imperatori Traiano e Adriano erano originari della Baetica nel sud della Spagna (attuale Andalusia) e la loro ascesa scatenò un boom nelle esportazioni di olio di oliva baetico. L’olio baetico venne inviato a Roma in così grande quantità che le anfore con cui era trasportato, vennero ammassate nella zona sud-orientale della città fino a creare una collina alta 50 metri attualmente Monte Testaccio, ovvero monte dei frammenti di coccio.

Fonte : The New Yorker “Slippery Business” di Tom Mueller August 13, 2007