La dieta mediterranea e’ un modello alimentare che ”va promosso e sostenuto. Ma occorre preservare la vera dieta mediterranea che oltre alla piacevolezza in termini di gusto ha un impatto positivo su gravi patologie come le malattie cardiovascolari, l’Alzheimer, il cancro alla mamella, fino ad aumentare, come e’ stato dimostrato applicando l’indice a 9 punti che identifica la vera dieta mediterranea, la longevita’ di cinque anni. Dieta mediterranea che e’ anche la piu’ sostenibile in termini ambientali perche’ la produzione di 1 kg di carne consuma acqua ed energia 15 volte in piu’ dei cereali”. Lo ha detto, al Fens (11/mo Congresso europeo sulla nutrizione), l’endocrinologo ed esperto di malattie metaboliche dell’universita’ Federico II di Napoli Gabriele Riccardi. I coefficienti di mediterraneita’ di un regime alimentare sono novo: pochi grassi animali; poche proteine animali; il consumo di cereali integrali; alto consumo di frutta; alto consumo di verdura; frutta secca; olio d’oliva; pesce; alcol con moderazione (1-2 bicchieri di vino al giorno). Se si applicano questi indici nella dieta tipicamente seguita negli Usa, e’ stato visto che, ha detto Riccardi, ”un aumento di due punti dell’indice di mediterraneita’ aumenta la longevita’ di cinque anni”. Un patrimonio culturale e di salute quello della dieta Mediterranea di cui con orgoglio Spagna da una parte e paesi nordafricani stanno facendo tesoro attraverso Fondazioni, mentre da noi, il Paese dove fu identificata da Ancel Keys, ”paradossalmente non c’e’ alcuna fondazione dedicata”, ha lamentato infine Riccardi.

Ansa