Ci sono Terre, persone e cose che quando le incontri d’un tratto ti sorride la vita.
Il mio amore per la Dieta Mediterranea, in quanto prezioso custode della più longeva e illuminata storia dell’uomo, mi porta quotidianamente a frequentare libri e persone che la ricordano.
I primi sono facilmente reperibili, mentre le altre, le persone, si fa sempre più fatica a scovarle, rintanate in soleggiate monadi che appaiono come stelle nella notte della globalizzazione.

ACQUISTO VINO CIRO’ – senza dubbio il modo migliore per acquistare Vino Rosso Cirò è farlo tramite l’E-shop SIMPLY MED che commercializza i Prodotti della Dieta Mediterranea 100% ITALIA, con rigoroso controllo della provenienza. L’indirizzo internet è www.dietamediterraneasrl.it oppore www.dispensasimplymed.it e potrai acquistare anche tramite telefono cellulare. Vi sarà facile capire, anche dal livello estetico di presentazione, che si tratta della numero uno tra le Piattaforme di vendita on line, con particolare orientamento sul Cibo Sano che rappresenta in tavola la celebre Dieta Mediterranea e il mondo della GREEN ECONOMY.

VINO CIRO’L’AZIENDA VINICOLA DEL CAV. ANTONIO MALENA
L’altro dì, a causa dell’affettuoso e colto sodalizio con il dr Fabio Gallo, responsabile dell’area progettuale della Fondazione Paolo di Tarso, mi sono trovato, insieme e grazie a lui, sopra una di quelle diradate stelle: l’Azienda del Cav. Antonio Malena.
Ci accoglie Pasquale, il Malena di terza generazione che conduce ora l’impresa del vino che suo nonno Cataldo e suo padre Antonio crebbero sapendo che lui avrebbe continuato a farla vivere e sognare.
Siamo a Cirò, nel bel mezzo di quella che fu la più fulgida civiltà occidentale. Alludo, ovviamente, a ciò che i Romani, con lucida oculatezza, battezzarono “Magna Grecia”, il governo dell’”uno inter pares”, l’esempio più antico e profondo del buon Umanesimo, ma anche la terra attraverso la quale la Natura diveniva miracolo. Di essa Virgilio ebbe a dire “ terra antica, potente in armi e feconda”.

CIRO’ – VINO ROSSO E ACCOGLIENZA
Siamo al centro di una sterminata piantagione di viti, nel mezzo della quale sorge una moderna ed elegantissima struttura che ospita il vino in gigantesche botti. Pasquale, con il garbo che contraddistinse per migliaia di anni la gente del sud, ci apre le porte e si defila senza ostentare. Capiamo di essere legittimati a sentirci a casa nostra. Una grande hall  rifinita con riservata eleganza dà sfoggio del “rosso vino” su qualcuna delle sue pareti e sulle forti colonne.
Apriamo la porta a noi più prossima e ci addentriamo nel primo luogo dei segni, dove stupende bottiglie in silenzio ci dicono davvero tanto. Pasquale conserva il vino del nonno e del padre accanto alla moderna produzione. Osserviamo ammirati le etichette consunte dal tempo e continuiamo a farci accompagnare dal silenzio, che, peraltro, cerchiamo di non infrangere, come è d’uopo fare nei templi della religione e della cultura.
Ci meravigliamo che il nostro profondo e gioioso sentire non faccia inumidire gli occhi, ma poi capiamo di essere nella storia, in un luogo che emula il paesaggio mediterraneo di sempre. E dinanzi a cotanta fortuna non ci si può commuovere. E’ la gioia che prende, al contrario, il sopravvento.

VINO CIRO’ –  NETTARE DEGLI DEI
In quella meravigliosa struttura ampi vetri danno continua e rassicurante contezza di essere proprio lì, fra le viti silenziose, fra verdi mamme che con cura ed illimitato affetto crescono il frutto del Nettare degli Dei.
E Pasquale quasi non c’è più, dando prova che amare significa primariamente donare. Egli, quel giorno, ci regalò, piene, le emozioni che la sua famiglia piantò fra le viti, e così ardentemente desidera che noi le vediamo e ascoltiamo senza alcuna interferenza.
Con fare da cerimoniale ci accingiamo ad aprire le porte del Re, del vino che giace appena spremuto in tante case argentate. Pasquale prende un calice e fa sgorgare un po’ di quel ben di Dio. Lo proviamo a stomaco digiuno e ci sentiamo subito abbracciati. Un naturale sorriso ad occhi chiusi, col vino ancora non del tutto deglutito, è il segno che quel gusto, quel profumo non ha tradito le nostre aspettative. Dopo avere ammirato un ammaliante corner di Paradiso, infatti, ora lo stiamo assaporando.

RE SOLE  DEL CAV. ANTONIO MALENA – VINO ECCELLENTE
E’ il Re Sole della seconda annata che stiamo assaggiando, ancora irrequieto perché fanciullo. A pranzo, poi, è il momento del Re Sole maturo.
Per dire della sua sontuosità immediatamente, vi basti sapere che pasteggiare con il Re Sole significa avere a tavola un altro commensale. Di lui e a lui si deve parlare. Con la carne, il pesce, i formaggi, i salumi, i cibi piccanti, addirittura con il limone questo Vino regale copre tutto senza mai stonare. E’ un canto continuo che rimane melodioso anche quando cambiano gli orchestrali. E poi ogni sorso è come il primo sorso.

VINI “RE SOLE” – SACRALITA’ DEL MADE IN ITALY
Ogni sorso suggerisce nuovi commenti e quello più suggestivo ed appropriato è del Dr Fabio Gallo: “Non posso crederci! Sento in questo vino l’incenso del Libano; è come se la volta del mio palato fosse quella di una Basilica dove salgono solo incenso, preghiere e canti gregoriani”. 
Dunque Re Sole è anche questo: evocazione di sacralità e convivialità. Esattamente ciò che significa Dieta Mediterranea. Non è un caso che il delizioso vino Re Sole abbia previsto già due tipi di produzioni di alto livello di cui una eccezionalmente limitata: “RE SOLE Diamond”.
L’Italia è per nostra fortuna un grande Paese che fonda su queste eccellenze il Brand più noto al mondo: il Made in Italy 

Redazione Food-MAGAZINE.IT