L’enorme problema di tutte le mamme dell’Occidente ricco è quello di non sentirsi mai completamente appagate per ciò che mangiano i figli.

Per prima cosa impariamo a rispettare la capacità naturale  dei bambini di sapere  quando è il momento di smettere di mangiare. I genitori (ed i nonni) devono sforzarsi di rintuzzare il proprio “istinto”  che tende a giudicare la buona salute dei piccoli dal loro appetito. Occorre ricordare (ma non è facile) che abituando fin da piccoli  i bambini a mangiare più del dovuto, si altera il loro senso di sazietà ed una volta cresciuti continuano a mangiare più del necessario. Tutti i pediatri vi potranno raccontare di genitori che quando i loro figli hanno 2-3 anni chiedono qualcosa che stimoli l’appetito e poi allorché arrivano ai  10-12 implorano qualcosa che li faccia  smettere. Naturalmente rispettare le attitudini dei figli non significa  assecondarli nei capricci, tutt’altro, ma che occorre imparare a mettere i bambini davanti ad una scelta varia ma tendenzialmente “austera” con prodotti il più possibile naturali, non confezionati, con una riduzione di bevande innaturalmente dolci, come i succhi di frutta che possono ingannare l’appetito al punto da ridurre l’assunzione alimentare.

Dobbiamo tornare alla dieta mediterranea, quella che si praticava una volta, composta da  molte verdure, frutta, grassi prevalentemente vegetali, carboidrati e proteine in giusta quantità e varia qualità. Soprattutto bisogna spezzare la monotonia dell’alimentazione, tornare alla varietà dei cibi, rispettare il corso delle stagioni con gli alimenti adatti per ogni periodo. Abituare i nostri figli a rispettare gli orari dei pasti, consumarli in un solo luogo (non dove capita), seguendo una corretta distribuzione nell’arco della giornata .

 

 

 

 

 

mediterranean diet