Cosa spinge a ipernutrirsi di cibo spazzatura? Una ricerca svolta presso l’Istituto Scripps di Jupiter (2010). “Dopamine D2 receptors in addiction-like reward dysfunction and compulsive eating in obese rats”. Nature Neuroscience ha dimostrato che il junk food agisce come una vera e propria droga sull’organismo, inducendo in chi ne consuma abitualmente una dipendenza paragonabile a quella di una sostanza stupefacente qualsiasi. Il Professore David Kessler, ex commissario della Food and Drug Administration statunitense, ha scritto un libro “Perché mangiamo troppo (e come fare per smetterla)” ed. Garzanti (“The End of Overeating” ed. Peguin), in cui denuncia l’”iper-palatabilità”, una nuova e amplificata sensibilità ai gusti arricchiti, cioè cibi per creare dipendenza, arricchiti di sali, grassi e zuccheri “così buono che se ne vuole ancora”, in inglese si dice flavour “moreish”. Esiste quindi una strategia del super-consumo, i chimici e ricercatori lavorano per spingere i consumatori a ricercare non solo la gioia del gusto, ma quella di un’esperienza innaturale, chiamata da Kessler della “iper-palatabilità”. I cibi arricchiti Per raggiungere lo scopo vengono utilizzate tecniche diverse. La prima e più comune è quella di “aumentare” gli ingredienti delle pietanze con sali, zuccheri e grassi per renderli più appetibili al palato. La seconda è quella di creare una nuova esperienza di masticazione: se i cibi sono facili da masticare e deglutire, si avrà voglia di buttar giù velocemente un secondo boccone, diventando un popolo di “ruminanti, come Matthew Difrisco, analista dei consumi, ha definito qualche anno fa gli Americani, che masticano snack dalla mattina alla sera, saltando i pasti e senza sedersi più a tavola. Questi accorgimenti stimolerebbero i nostri recettori nervosi esattamente come avviene con l’assunzione degli oppioidi (come la morfina), causando la dipendenza da cibo e conseguente sovrappeso. Lo confermano alcuni studi sull’uomo che hanno visto che il naloxone, sostanza usata per trattare la dipendenza da eroina bloccando il release di oppioidi a livello cerebrale, può ridurre il desiderio irrefrenabile di cibo. L’aumento delle porzioni e delle calorie L’epidemia di obesità da Cibo Spazzatura è legata soprattutto alla quantità di calorie ingurgitate, mangiando fuori casa e in branco (fast food), ma anche a quello in confezioni (snack, merendine, bibite, ecc.), mangiato compulsivamente da soli (ne consumano di più i figli unici!), sdraiati davanti alla TV o con un videogioco in mano. In America le dimensioni di un hamburger da fast food sono cresciute del 600 per cento nel corso degli ultimi trent’anni, e una bibita grande sfiora oggi i due litri e le 800 calorie. Un pasto completo al fast food (cheeseburger, patatine, bibite e dessert, in porzioni maxi) può arrivare a 2.400 calorie e circa 120 grammi di grassi.

 

Fonte: dietologionline.it

 

 

 

 

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