Cosa ha di tanto miracoloso il modello alimentare mediterraneo? Il segreto risiede negli alimenti che ne sono alla base: cereali, legumi e verdure.
Tanto per cominciare sono cibi con bassa densità calorica, anche se questo significa che a parità di volume forniscono meno calorie rispetto ad altri alimenti. Inoltre hanno un elevato contenuto di fibra alimentare che facilita il raggiungimento del senso di sazietà.
Queste semplici caratteristiche consentono di introdurre molte meno calorie e quindi prevenire aumenti di peso. Un aspetto noto solo da una decina di anni è però che il contenuto di sostanze antiossidanti degli alimenti di origine vegetale, sono presenti anche nell’olio di oliva e nel vino.
Questi composti svolgono delle azioni protettive fondamentali per il nostro organismo: aiutano a combattere i radicali liberi che si formano continuamente durante le normali funzioni, partecipano ai meccanismi riparatori che già possediamo e contribuiscono quindi a prevenire molti danni cellulari che portano alle malattie degenerative.
Nel complesso, infine, il modello alimentare mediterraneo è equilibrato per quanto riguarda l’apporto dei macronutrienti, ossia carboidrati, proteine e grassi.
I carboidrati però non sono tutti uguali. Sono tutti  costituiti da glucosio – la molecola base – ma a seconda degli alimenti che li forniscono hanno una diversa velocità di digestione e di assorbimento. Questo è un aspetto fondamentale perché più è lento l’assorbimento del glucosio, meno rapida sarà la risposta dell’insulina che viene secreta per controllare il livello di glicemia nel sangue.
La velocità di assorbimento dei carboidrati presenti negli alimenti viene misurata dall’indice glicemico: ogni alimento ha il suo e viene espresso in relazione alla velocità di assorbimento del glucosio puro, posto uguale a 100.
Questo indicatore veniva usato più che altro per stabilire la dieta dei diabetici, ma si è visto che ha notevole importanza per tutti. Infatti gli alimenti con un basso indice glicemico vengono assorbiti lentamente e quindi permane più a lungo il senso di sazietà.
Insomma via via che la ricerca progredisce si riesce a spiegare scientificamente e sempre più in dettaglio il perché la dieta mediterranea abbia tutti gli effetti positivi per la salute che sono stati evidenziati dalle numerose indagini epidemiologiche condotte. Basta quindi mantenere o recuperare le nostre tradizioni alimentari per vivere sani a lungo e non ingrassare.
Di seguito pubblichiamo le sette regole d’oro della dieta mediterannea stabilite al Convegno “Healthy pasta meals” che si è tenuto a Roma nel febbraio 2004.
La dichiarazione finale, Consensus Statement, fissa in pochi punti fondamentali i risultati della ricerca scientifica, consolidati e accettati, sul ruolo chiave della dieta mediterranea e dei cereali per il mantenimento di un buon stato di salute.
1. La Dieta Mediterranea tradizionale conferisce benefici per la salute superiori rispetto agli attuali modelli dietetici occidentali.
2. Il modello alimentare della Dieta Mediterranea è caratterizzato dalla composizione in principi nutritivi ottimale per una buona salute.
3. La Dieta Mediterranea promuove il consumo di molti alimenti ricchi di carboidrati, compresi la frutta, la verdura, i legumi e i cereali incluso la pasta e i cereali interi e spezzati (come il bulgur), accompagnati da olio d’oliva, e vino con moderazione.
4. Molti di questi alimenti hanno bassi indici glicemici che riducono il carico glicemico totale e possono avere un ruolo fondamentale nel prevenire l’obesità e le malattie croniche (diabete, malattie cardio-vascolari e alcune forme di cancro).
5. Nella Dieta Mediterranea, la pasta è il veicolo ideale per il consumo di altri ingredienti salutari. Indipendentemente dal contenuto di fibre, la pasta ha un basso indice glicemico. Come risultato, chi consuma pasta gode dei benefici di un assorbimento prolungato di carboidrati e dei vantaggi degli altri singoli ingredienti che la accompagnano.
6. I carboidrati a rilascio lento possono anche avere effetti benefici per una vita longeva e sana e per le prestazioni fisiche ed intellettuali.
7. Sono necessarie ulteriori ricerche in particolare sugli effetti a lungo termine delle diete a basso indice glicemico, e su come applicarle al meglio in maniera adeguata alle differenti culture in tutto il mondo.
Fonte Gamberorosso.it

di Cristina Barbagli

 

 

 

 

 

 

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