A cura di La DIETA Mediterranea.eu/

Roma, 18/02/2014 – La Cucina Mediterranea se pur segno di glorioso passato ridiventa anima che muove sentimenti moderni. Spopola è un motivo c’è. Non si tratta della solita moda alla quale corrono dietro i già noti salutisti del jogging quotidiano ma un orientamento culturale che inizia ad essere determinato dalle masse desiderose di un ritorno alle cose buone. La Cucina Mediterranea rappresenta una via di uscita dal meccanismo che ha ridotto la Società moderna ad essere vittima delle moderne forme di schiavitù: le multinazionali.
Dall’interno del Consiglio Regionale della Lombardia l’eminentissimo Cardinale Angelo Scola ha dichiarato che il valore futuro di questa regione risiede nel suo ritorno all’Umanesimo, cioè alla centralità dell’Essere Umano. Questa dichiarazione che l’ateo o il cinico potrebbero interpretare come un pensiero della Chiesa cattolica nostalgica, invece, è proprio la realtà dei fatti che sta movimentando la coscienza comune di una gran parte della Società europea che si è resa conto che la corsa al profitto non premia più e che il futuro risiede nel ritorno ad una società solidale e attenta al bene comune.
Fondamentale il dato che il Cardinale Angelo Scola abbia dichiarato ciò in previsione dell’EXPO 2015 di Milano che, attesi i disastrosi livelli raggiunti dalla crisi in Italia debole di un debito che rende schiavi gli italiani per secoli rischia, se manchevole di un volto umano, di mostrarne un volto barocco del futuro, che propone un’Italia in dicotomia con la realtà dei fatti. Questa è anche la preoccupazione del Prefetto di Milano Francesco Paolo Tronca che esprime preoccupazione non tanto per la sicurezza dell’EXPO 2015 bensì per il dispiacere di dover prendere atto che nella stessa Città oggi si manifestano i segni di una Milano che sembra non conoscere affatto la Crisi e quella di una Cittadinanza afflitta in modo grave dalle conseguenze dell’attuale crisi. L’Umanesimo di cui parla il Cardinale Scola come futuro della Lombardia, dunque, è una necessità che deve essere trasformata in politica.  Non facile con una classe politica alla quale manca una visione del futuro e concentrata sull’evitare il peggio ma non a produrre il meglio.

CUCINA MEDITERRANEA – DIETA MEDITERRANEA E UMANESIMO
Ma cosa centrano in tutto questo la Cucina Mediterranea e la Dieta Mediterranea? Di “Umanesimo di Ritorno” ne parla da almeno dieci anni l’Economista Agroalimentare Fausto Cantarelli, un vero profeta nel settore insignito dai più alti riconoscimenti di settore i cui orientamenti diventano oggi anche “verbo” della Chiesa cattolica per il mezzo, appunto, delle riflessioni del cardinale Angelo Scola che ne consolidano la consistenza. Il discorso sull’Umanesimo di Ritorno (ritorno all’Umanesimo n.d.r.) del fondatore dell’Accademia Alimentare Italiana è alla base della promozione della Dieta Mediterranea che, guarda caso, recentemente è stata proclamata dall’UNESCO Patrimonio Immateriale dell’Umanità. Ciò, incontrovertibilmente, è la prova che la Dieta Mediterranea – quindi quel complesso di sentimenti e pratiche che hanno portato gli scienziati e i sociologi ad identificarla con l’Umanesimo, significa che anche le Nazioni Unite hanno avvertito l’esigenza doverne difendere il portato culturale che, evidentemente, è ritenuto fondamentale per l’Umanità. Anche il tema dell’EXPO di Milano 2015 “Nutrire il Pianeta – Energia per la Vita” sceglie la filosofia della Green Economy. Il cerchio si chiude se pensiamo che la Cucina Mediterranea e la Dieta Mediterranea di Ancel Keys sono la base della moderna Green Economy, poiché entrambe sono da considerare il più antico e longevo rapporto tra l’Uomo e la Natura. Non esiste Cibo Sano senza cura e rispetto per la Terra e non esiste futuro dell’Umanità senza un ritorno alla centralità dell’Uomo: all’Umanesimo del prof. Fausto Cantarelli e del cardinale Angelo Scola.

L’UMANESIMO ITALIANO DALL’EXPO DI MILANO 2015 ALL’EXPO 2016
Questa strada che la Società Europea ha già imboccato si perfezionerà nell’EXPO MONDIALE DELLA DIETA MEDITERRANEA 2016 che si terrà nelle Capitali del Buon Vivere e del Vivere Sano del Mezzogiorno d’Italia, sedi naturali dell’EXPO e capitali della Convivialità Mediterranea promotrici di quell’umanesimo auspicato dal Cardinale Angelo Scola e dal prof. Fausto Cantarelli. In fondo si tratta di un nuovo modello di Economia che si basa sull’Oro Verde: il Cibo Sano e tutto ciò che vi ruota intorno. Le Nazioni che ne disporranno saranno le vere super potenze del domani.

CUCINA MEDITERRANEA, SOSTENIBILITA’ AMBIENTALE, UNIVERSITA’ & LAVORO
Si allarga il concetto di “Cucina Mediterranea” e sempre merito del dilagante ritorno all’Umanesimo la Dieta Mediterranea e tutto quanto essa rappresenta nel mondo dell’economia sostenibile diventa anche materia della Ricerca e insegnamento accademico. L’Università, in tal senso, svolge un ruolo fondamentale perché i buoni propositi che sono propri della moderna corrente umanista, non vengano nuovamente strumentalizzati dall’ignobile politica dello sfruttamento. Lodevole l’iniziativa dell’UNICAL – Università della Calabria che grazie all’impegno del DiBEST – Dipartimento di Biologia, Ecologia e Scienze della Terra ha dato vita al Master di I° Livello in Green Economy, Dieta Mediterranea e Sostenibilità Ambientale trasformando gli sforzi di anni di ricerca e buone intenzioni di molti in realtà scientifica. tra un anno avremo in Italia i primi Manager della Dieta Mediterranea che saranno sentinelle artefici e sentinelle del vivere sano. Tra i corsisti Silvia Lanzafame la giovanissima imprenditrice A. U. di Dieta Mediterranea srl, la prima Azienda italiana che commercializza i Prodotti della Dieta Mediterranea: il Cibo sano proveniente dalle fertili Aziende Agricole del Mezzogiorno d’Italia. Ciò significa che la Cucina Mediterranea e la Dieta Mediterranea sono perfettamente recepite dal mondo dei Giovani di talento.